Sempre più spesso, chi ha contratto un mutuo, un prestito o semplicemente un debito verso una banca o una finanziaria, si trova a essere contattato da una società di recupero crediti. Questi soggetti operano su incarico del creditore con l’obiettivo di sollecitare il pagamento.
Nulla di irregolare, se l’attività viene svolta nel rispetto delle regole e con modalità corrette. Purtroppo, però, accade di frequente che i debitori subiscano telefonate incessanti, comunicazioni oppressive o invasioni della propria vita privata. Si tratta di condotte non solo scorrette, ma in certi casi persino contrarie alla legge.
Le società che si occupano di recupero crediti hanno facoltà di inviare lettere o email per ricordare la presenza di un debito; proporre piani di rientro o accordi bonari; di trasmettere al creditore l’esito delle attività di sollecito, affinché valuti un’eventuale azione giudiziale tramite avvocato. Diverso è il caso dei comportamenti aggressivi o scorretti, che possono integrare violazioni dei diritti dei cittadini. In particolare, non è consentito:
- divulgare informazioni sul debito a soggetti terzi (familiari, vicini o colleghi); molestare il debitore con chiamate ripetute o in orari inadeguati;
- presentarsi all’improvviso presso l’abitazione o il luogo di lavoro; utilizzare toni minacciosi, offensivi o prospettare conseguenze inesistenti (come il carcere per debiti, che in Italia non è previsto) ovvero ancora inviare documenti che simulano atti giudiziari senza alcun valore legale.
E’ importante sapere che una società di recupero crediti non può, autonomamente, pignorare beni né avviare esecuzioni forzate. Solo un giudice, su richiesta del creditore rappresentato da un avvocato, può autorizzare simili azioni. Chi è vittima di pressioni indebite ha diversi strumenti di tutela. Può chiedere alla società la prova scritta dell’esistenza e della legittimità del credito; può contestare formalmente gli abusi con una diffida ovvero segnalare le condotte scorrette all’AGCM o al Garante della Privacy ovvero ancora, rivolgersi alle autorità di pubblica sicurezza in caso di minacce o molestie.
Molte delle comunicazioni inviate dalle società di recupero crediti hanno come unico scopo quello di generare spingere il debitore a pagare, anche quando la pretesa è infondata o prescritta. Un avvocato specializzato in diritto bancario e tutela del consumatore può verificare la validità del credito, fermare le pratiche abusive e richiedere un risarcimento dei danni subiti. Se anche tu sei in una situazione analoga, rivolgiti a noi, Il nostro Studio è al tuo fianco per difenderti, verificare la legittimità delle richieste e proteggerti da ogni forma di abuso.
Questi soggetti operano su incarico del creditore con l’obiettivo di sollecitare il pagamento. Nulla di irregolare, se l’attività viene svolta nel rispetto delle regole e con modalità corrette. Purtroppo, però, accade di frequente che i debitori subiscano telefonate incessanti, comunicazioni oppressive o invasioni della propria vita privata. Si tratta di condotte non solo scorrette, ma in certi casi persino contrarie alla legge.
In particolare, non è consentito: divulgare informazioni sul debito a soggetti terzi (familiari, vicini o colleghi); molestare il debitore con chiamate ripetute o in orari inadeguati; presentarsi all’improvviso presso l’abitazione o il luogo di lavoro; utilizzare toni minacciosi, offensivi o prospettare conseguenze inesistenti (come il carcere per debiti, che in Italia non è previsto) ovvero ancora inviare documenti che simulano atti giudiziari senza alcun valore legale. E’ importante sapere che una società di recupero crediti non può, autonomamente, pignorare beni né avviare esecuzioni forzate. Solo un giudice, su richiesta del creditore rappresentato da un avvocato, può autorizzare simili azioni.
Chi è vittima di pressioni indebite ha diversi strumenti di tutela.
- Può chiedere alla società la prova scritta dell’esistenza e della legittimità del credito; può contestare formalmente gli abusi con una diffida ovvero segnalare le condotte scorrette all’AGCM o al Garante della Privacy ovvero ancora, rivolgersi alle autorità di pubblica sicurezza in caso di minacce o molestie.
Molte delle comunicazioni inviate dalle società di recupero crediti hanno come unico scopo quello di generare spingere il debitore a pagare, anche quando la pretesa è infondata o prescritta. Un avvocato specializzato in diritto bancario e tutela del consumatore può verificare la validità del credito, fermare le pratiche abusive e richiedere un risarcimento dei danni subiti.
Se anche tu sei in una situazione analoga, rivolgiti a noi, Il nostro Studio è al tuo fianco per difenderti, verificare la legittimità delle richieste e proteggerti da ogni forma di abuso.
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